"Perché una realtà non ci fu data e non c'è; ma dobbiamo farcela noi, se vogliamo essere; e non sarà mai una per sempre, ma di continuo e infinitamente mutabile"

(Luigi Pirandello)

sabato 26 settembre 2009

L'illiceità del gettarlo via: la prima ricetta di riciclo del pane sotto veste di gnocchi e la raccolta di Lory e Marsettina

C'è un rapporto particolare con la propria creazione... Con ciò che esce dalle proprie mani, o dal proprio ingegno, o dal proprio corpo. C'è un rapporto particolare con qualcosa che, bene o male, senti come tuo, anche se può essere inesatto definirlo come tale: si pensi al legame, forte, tra la madre e i suoi figli... le sue creazioni più profonde, più intime. Io non ho figli e la mia discussione è più che altro è teorica... oltre che confermata dalle numerose circostanze in cui mia madre è stata capace, quasi, di leggermi dentro, di capire qualcosa che non le avevo detto. Sarà stato anche per la intima conoscenza che per forza c'è con una persona con cui hai convissuto per 23 anni... ma io penso sia, anche, per il forte legame che la madre intesse con i figli, creature o creazioni che si vogliano dire.
C'è un legame affettivo con quello che si crea... un legame che va oltre la capacità di comprensione razionale, e che ci lega più alla nostra produzione più che a un altro oggetto di identica natura. E non vale solo per l'esempio, estremo, che ho fatto, dei figli.
E' una considerazione ben più generale: ho un rapporto di tenerezza con le poesie che ho scritto, con i racconti che a volte son riuscita a buttar giù. Un battito di cuore più forte che per qualsiasi altra poesia o qualsiasi altro racconto, pur di maggiore e pregevole stile... Ed è un rapporto che coinvolge anche le creazioni culinarie.
E' meraviglioso vedere come l'unione di ingredienti in sé eterogenei dia un risultato che con questi ingredienti non c'entra niente, o c'entra poco, o comunque è diverso da essi... E sei tu che cucini, e non altri, il principio motore che permette questa meravigliosa trasformazione.
Nego la possibilità di una creatio ex nihilo che a partire dal niente mi dia qualcosa: per questo nego anche la possibilità che il Dio dei cristiani (parlo di lui perché è quello che teoricamente conosco un po' meglio) abbia creato l'universo dal nulla totale. Definire il Nulla andando al di là della definizione di Parmenide (non il mio gatto eh...) come Non Essere, cioè "ciò che non è ed è necessario che non sia" è ben arduo. Mi rendo conto che può esser letto come un limite umano, che mostra anziché negare l'esistenza di un creatore che è capace di creare dal Nulla; ma, nella mia ottica, l'irrapresentabilità e l'inimmaginabilità del Niente non dimostra e non mostra niente, se non l'impossibilità di creare dal Nulla Assoluto.
Tornando a noi e scusandomi per la parentesi non chiesta né richiesta né voluta, nei confronti delle mie creazioni culinarie ho un rapporto particolare, un legame di affettività, un battito del cuore in più, oltre che quasi un senso di orgoglio e di fierezza personale. E per questo, ancora di più, mi piange il cuore quando devo gettare gli avanzi di ciò che è uscito dal mio lavoro di creazione...
Parlo del pane, per inciso.
A volte ne produciamo così tanto che si accumulano pezzi e fette di pane secco e raffermo, che non è più allettante per l'uso "canonico" del pane. Ma gettarlo via!
Come si può? Alla considerazione, più generale, dello spreco di qualcosa che è ancora perfettamente commestibile e buono, di fronte all'estrema povertà di zone del mondo in cui quel pane secco sarebbe comunque un evento paradisiaco, si unisce il legame di unione e di affetto verso la propria creatura.
Ma per fortuna ci sono molti modi di utilizzare il pane secco o raffermo: si pensi alla tradizionale panzanella o alla pappa col pomodoro... In questi mesi ho fatto ricerche sul web, ed ho scoperto altri e numerosi modi, a me sconosciuti, di usare il pane raffermo, che ho accolto con entusiasmo. Alcuni ne posterò nei prossimi giorni.
Quella che vi propongo oggi è una ricetta di gnocchi: si tratta di gnocchi di pane, ma non sono canederli (o Knödel che dir si voglia). Ho preso ispirazione da una ricetta del blog La Cucina di Silvy, ma ho inserito certe variazioni che hanno dato, alla fine, una ricetta e un risultato del tutto diversi. 




Partecipo con questa ricetta alla raccolta di Lory e Marsettina "Riciclo pane raffermo dolce e salato"





Dio ci ama, poiché ci ha creati! -
  "No, l'uomo creò Dio" - dite voi fini.
E non dovrebbe amar ciò che creò?
Deve poiché creò negar che sia?
La cosa è zoppa, come il piede del diavolo.
(Friedrich Wilhelm Nietzsche: "La Gaia Scienza")




Gnocchi di Pane




Ingredienti 
  • 300 g di pane raffermo
  • 2 uova
  • sale
  • noce moscata
  • 500 ml di latte
  • farina 00 q. b. (cioé quella che vi serve perché l'impasto di pane, latte e uova assuma una consistenza lavorabile: in questa preparazione me ne è occorsa circa 400 grammi. Tenete di conto però che avevo usato come pane del pane scuro, che in virtù della maggiore presenza di fibre ha maggiore capacità di assorbimento... se usate del pane bianco, probabilmente vi ci vorrà meno farina)


Procedimento: Tagliate il pane a tocchetti e mettetelo a bagno nel latte tiepido per un paio d'ore. Poi scolate il latte in eccesso e sbriciolate bene il pane con le mani; se preferite, passatelo al mixer (io preferisco farlo con le mani, così da sentire un contatto più profondo con la cosa creata ... ma la scelta sta a voi, il risultato non cambia!).
Mettete l'impasto in una ciotola e aggiungete le uova, il sale e la noce moscata. Mescolate bene fino ad amalgamare tutto.
A questo punto comincia la parte più "personale", nel senso che la dose di farina che vi ho indicato è assolutamente approssimativa e quindi siete costretti a valutare sulla base della vostra esperienza e della vostra percezione : cominciate ad aggiungere la farina, mescolando bene. Quando l'impasto è diventato maneggevole, trasferitelo su di un piano di lavoro infarinato e continuate ad impastare aggiungendo farina volta volta finché il composto non si attacca più al piano.
Tagliate dei piccoli pezzi di impasto e formate con questi dei "vermicelli" da cui taglierete dei cilindretti.










Passate i cilindretti sui rebbi di una forchetta o incavateli con il pollice, così da dar loro la forma dello gnocco. 










Lessateli in abbondante acqua salata: come i tradizionali gnocchi, sono pronti quando galleggiano. Condite a piacere (in famiglia li abbiamo gustati con un ottima, ovvia ma mai banale, salsa di pomodoro con parmigiano e basilico... )

Attenzione! Non dovete gettarli tutti insieme nell'acqua: inseriteli volta volta in piccole quantità, e aggiungete l'"unità" successiva solo dopo che quella messa precedentemente in acqua sarà cotta e l'avrete scolata.



... Accidenti! Noto con stupore che oggi mi son proprio superata, avendo inserito ben due ricette in una giornata (quella del tofu, è vero, l'ho scritta ieri, ma avendola pubblicata all'una di notte è una ricetta del 26 settembre, come questa qui...). Ma non abituatevi a questi ritmi, che sono stati, per così dire, straordinari , e concessimi da un attimo di tregua dopo aver sostenuto l'esame, prima di riprendere e di re-immergermi in tutti gli impegni universitari e non.
Salutandovi con calore, vi auguro un fantastico week end e una meravigliosa giornata settembrina

un abbraccio



Giulia





14 commenti:

  1. Ciao Giulia! Anche a me piange il cuore gettare il pane raffermo, specie se l'ho fatto io, questi gnocchi sono molto appetitosi e da provare, anch'io ho sul mio blog una ricetta per il riciclo del pane raffermo, giusto per coerenza con quanto detto sopra. Ciao a presto.

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  2. Seguendo il filo conduttore del tuo post, cioè il legame tra il creatore e le sue creazioni, condivido l'interrogativo : come si può pensare di gettare il pane prodotto in casa? Rabbrividisco al pensiero tant'è che da un pò di tempo scoviamo e ci inventiamo modi per usare il pane raffermo. La soddisfazione è tanto maggiore quanto più raffinate sono le ricette che sperimentiamo, sempre meno ovvie ed abusate (anche se gustose), quasi fosse una sfida allo spreco imperante che questa società al collasso tenta ancora di imporci. Ben venga il riciclo del pane (e non solo) in un rispetto per le risorse che abbiamo da troppo tempo dimenticato.

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  3. Ho panificato oggi, la riuscita del prodotto ricompensa della fatica ma buttarlo, MAI!!
    Per la raccolta di Lory e Marsettina, ho addirittura riciclato un pandoro,non proprio ben riuscito!!
    Solitamente, faccio i canederli, ma i tuoi gnocchi sono una validissima alternativa.
    Buon fine settimana!!

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  4. Ciao Giulia, questa ricetta nasce proprio dalla brutta abitudine di gettare tra i rifiuti il pane vecchio. E' un atto che ritengo terrificante, sapendo che ci sono milioni di persone che muoino per fame.
    Complimenti al tuo blog che visito per la prima volta e grazie per esserti aggiunta al mio.
    Ho letto gli ingredienti che hai usato e mi sembra tanta la farina. La prossima volta, prova a sostituirme la metà col pane grattugiato finemente(ovviamente sempre del tuo vecchio), vedrai che verranno più morbidi, inoltre l'impasto potrai lavorarlo tranquillamente come hai fatto. Fammi sapere.
    Ricambio l'abbraccio e ti auguro un buon fine settimana!!! Silvy

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  5. grazie giulia per aver partecipato alla nostra raccolta!

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  6. ...proprio deliziosi questi gnocchettini di pane...buona domenica!

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  7. Visit my Blog from Brazil.
    Culture and Art from Recôncavo Baiano.
    www.letoooutroolhar.blogspot.com
    Friend.

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  8. @Susy: Ciao Susy... Non appena mi hai detto della ricetta di pane raffermo sul tuo blog, son corsa a carpirla e a memorizzarla, così da avere sempre nuove alternative su come utilizzare il pane vecchio. Ti ringrazio per aver arricchito il mio archivio di conoscenza al riguardo :-)
    Un abbraccione a presto


    @groppona: E' molto bello il tuo commento, anche perché inglobi in uno sguardo più generale quell'azione particolare, consueta ai nostri antenati più poveri, del riciclo del pane. Condivido con te l'accusa alla società dello sperpero e dello spreco, che ha dimenticato da troppo tempo che le risorse sono esauribili, e che il pianeta merita in sé un po' di rispetto...


    @Solema: Sono contenta di averti suggerito un'alternativa ai canederli (che non ho mai preparato né assaggiato mai...)... la tua visita mi fa davvero piacere.
    Riciclato un pandoro? Decisamente un riciclare fantasioso... deve esserti uscita una ricetta davvero particolare.
    A presto carissima
    un abbraccio


    @Andras: Mi fa piacere che a commentare sia anche la musa ispiratrice di questa ricetta ;-) Sì, la farina è tanta, ma è quella che ho dovuto mettere per maneggiare il composto di pane al punto da por fare i salamini da tagliare in cilindretti. Considera poi che ho usato pane scuro, integrale e ricco di fibre, e questo ha comportato un incremento della farina. Probabilmente usando pane bianco la farina necessaria è minore...
    Il pangrattato? Interessante proposta... Non che gli gnocchi fossero venuti duri e bisognosi di "sofficità", anzi avevano una consistenza ottima, ma il tuo suggerimento di usare il pangrattato mi intriga non poco...
    La prossima volta provo con il pangrattato, grazie mille! :-)
    Un abbraccione e buona serata


    @marsettina: Ciao! Da tempo ragionavo di partecipare alla vostra raccolta, ma ho voluto terminare gli esami prima di gettarmi veramente alla ricerca (teoria) e all'applicazione pratica. La ricetta tua e di Lory è davvero geniale, mi piace molto l'idea di condividere tra tutti i vari modi di riciclare il pane... sempre nell'ottica di diminuire lo spreco imperante...
    Grazie del commento
    un abbraccio


    @Sara: Grazie Sara, sei carinissima! Se ti piacciono gli gnocchi, anche questi non possono che piacerti! Sono stati anche per me una gradevolissima scoperta...
    Buona serata
    un abbraccio


    @O Outro Olhar: I visisted your blog. Thanks for your visit. Good evening

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  9. sono un caso anomalo, perché da me il pane praticamente non avanza mai! io e mia mamma preferiamo gallette, freselle e fette Wasa (salvo i casi di scarpetta), quindi ne prendiamo poco alla volta solo per mio papà. Comunque è un'ottima idea per fare gli gnocchi, vengono come i canederli giusto?

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  10. Mi risulterebbe impossibile gettare il pane vecchio, l'educazione di mia madre al non-spreco e' ben radicata in me. Il pane raffermo si trasforma quindi in pangrattato o in torta di pane. Ora posso aggiungere una variante grazie ai tuoi gnocchi, che sembrano essere buonissimi!

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  11. Cara, sempre interessanti i tuoi post, se hai voglia nel mio blog c'è una sorpresa per te ;))

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  12. @Patapata: Bé, il vostro utilizzo di Wasa e gallette e la consumazione misurata e dosata del pane vi impedisce di ritrovarvi, come avviene da me, a volte anche con pagnotte intere da riciclare! ;-)
    Mi fa piacere tu apprezzi i miei gnocchi... ^_^
    Per la somiglianza con i canederli non so dirti, perché non li ho mai mangiati, ma su internet ho trovato che sono come palline di pane farcite con speck e formaggio e cotte nel brodo, cosa che codesti gnocchi non prevedono....
    C'è un modo tuttavia, se vuoi, di testare la somiglianza: preparare sia gli uni che gli altri ;-)
    Grazie del commento carissima
    buona serata


    @Maurina: Ovviamente condivido la tua filosofia del non-spreco, che come te ho ereditato dalla mamma. Mi fa piacere tu voglia accogliere nel novero delle tue ricette-per-non-gettare-il-pane i miei gnocchi ^_^
    Un abbraccio a presto


    @Lisette: Ciao! Che piacere leggerti... Ti ringrazio per i complimenti e per l'avermi girato il meme. Non appena aggiorno con una nuova ricetta lo inserisco :-)
    Un abbraccione

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  13. Il pane non si butta mai; interessante e bella l'idea di riciclare il pane raffermo.

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  14. Ti va di passare da me per un premio? Buon week end.

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Ogni commento, ogni osservazione, ogni domanda è una traccia di voi che resta nel mio blog e nella mia mente, e per me motivo di gioia e soddisfazione. Per questo e non per altro chiedo la moderazione per tutti i commenti che ricevo, per non perderne nemmeno uno... ^_^

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