"Perché una realtà non ci fu data e non c'è; ma dobbiamo farcela noi, se vogliamo essere; e non sarà mai una per sempre, ma di continuo e infinitamente mutabile"

(Luigi Pirandello)

venerdì 13 novembre 2009

L'Espresso: "Eluana. La verità".

Pubblicato ieri sull'"Espresso" a commento dei risultati degli esami dell'encefalo di Eluana Englaro; che ha mostrato cose ovvie, forse scontate, ma che molti, accecati dal dogmatismo, dalla speranza, dalla rabbia, dal rifiuto, dall'interesse, hanno voluto e hanno continuato a negare.

  "Papà, promettimi che se capitasse a me, tu mi libererai".

E adesso, Eluana, libera anche dalle illusioni, dalle speranze, dalle menzogne, dalle ipocrisie di chi affermava la possibilità che potessi, per un qualche inspiegabile miracolo, risvegliarti... 


Eluana, la verità

di Tommaso Cerno

La giovane aveva subito 'un danno irreversibile'. I risultati della perizia encefalica sgombrano ogni dubbio. E chiudono la porta alle polemiche



Eluana non poteva risvegliarsi. No, sarebbe rimasta per sempre prigioniera nelle tenebre del suo stato vegetativo persistente. La miracolosa ripresa che in molti hanno teorizzato, alla tv e sui giornali, non era possibile. Almeno non per la scienza. Ora si sa. Già quella notte del gennaio 1992, quando sbandò con l'auto sul ghiaccio tornando da una festa fra amici, Eluana subì un "danno irreversibile". Non sono più gli avvocati della famiglia Englaro ad affermarlo. E non sono i medici che l'hanno presa in cura per 17 anni a mostrare diagnosi tutte concordi nel confermare che non ci fossero speranze. Stavolta a dircelo è proprio lei, Eluana Englaro. Con l'unico, tragico messaggio che il suo cervello di ragazza, diventata donna senza saperlo, ha potuto trasmetterci dopo lo schianto. Parla attraverso gli esami encefalici, l'ulteriore indagine disposta a maggio dalla Procura di Udine per sgombrare ogni dubbio sulla morte del 9 febbraio alla clinica La Quiete. Dopo cinque mesi la perizia è pronta. Mette d'accordo tutti: i neurologi incaricati Fabrizio Tagliavini, primario al Carlo Besta di Milano, e Raffaele De Caro, docente all'Università di Padova; i periti di parte, Stefano Pizzolitto e Felice Giangaspero; così come gli esperti della Procura friulana guidati da Carlo Moreschi.
 La relazione finale sarà consegnata in questi giorni al procuratore capo Antonio Biancardi. Ma l'ultimo incontro a Padova ha scandagliato tutto: lesioni, atrofie, danni al talamo, al corpo calloso, ai due emisferi. Una miriade di paroloni medico-legali che confermano una semplice e drammatica verità: "I danni neuropatologici osservati sono morfologicamente irreversibili", rivela a 'L'espresso' chi quegli esami li ha condotti e studiati. Vuol dire che quel cervello non poteva guarire. E che Eluana non poteva riemergere dal suo stato vegetale, smentendo così scienziati, giuristi, sacerdoti e onorevoli che giuravano il contrario. Il premier Berlusconi in testa.

È l'ultimo tassello di una storia che ha spaccato l'Italia, infiammato lo scontro fra governo e Quirinale, riaperto la ferita fra laici e cattolici. Un documento che va a sommarsi alle migliaia di altre pagine, già nelle mani dei magistrati. Perizie, diagnosi, cartelle cliniche, richieste di ricovero, verbali del Nas e dell'Asl, che dicono tutti la stessa cosa: Eluana era lì, ma non c'era davvero. Non rispondeva al dolore, non percepiva le presenze attorno. Non aveva caldo, né freddo. Mancava solo una cosa. Rispondere alla domanda più importante: c'era o no una luce in fondo a quel tunnel?

È su questo aspetto che lo scontro è stato più duro. Le accuse piovute su Amato De Monte, l'anestesista che staccò il sondino, furono pesantissime. L'hanno apostrofato come "boia", accusato di "uccidere una persona cosciente, che poteva riaprire gli occhi da un momento all'altro". Quando Beppino andò per l'ultima volta da sua figlia in Friuli, si trovò di fronte uno striscione gigantesco: "Assassino!". Tutto mentre una tenda bianca impediva ai fotografi di profanare la stanza di Eluana. Il neurologo Gianluigi Gigli parlò di "persona dal corpo resistente, che non ha mai avuto bisogno di farmaci particolari". Senza mai averla visitata. E quando le prescrizioni ne elencano a bizzeffe, somministrati per anni: Dintoina, Pantopan, Supradyn, Adalat, Ciproxin, Norvasc. Giuliano Dolce, anche lui medico, vide Eluana a Lecco e spiegò che "alcune funzioni restavano, in particolare la deglutizione". Un'eventualità negata dalle stesse suore misericordine che l'accudirono dal 1994. Berlusconi si spinse a ipotizzare che potesse "generare un figlio, in uno stato vegetativo che potrebbe variare, come diverse volte si è visto".  
Il ministro Angelino Alfano dichiarò che era "morta per sentenza", perché quella donna in fondo stava bene.

Nulla di tutto questo trova più conferme. Né nel diario clinico degli ultimi giorni trascorsi a Udine o nell'autopsia di febbraio, e neppure adesso negli esami dell'encefalo. Benché non possano trattare le funzioni vitali di Eluana, essendo eseguiti dopo la morte, studiano l'entità dei danni morfologici. E da quelle analisi giunge una seconda, importante conferma. La situazione del cervello era "coerente con lo stato vegetativo persistente". Fin dal primo giorno, dal ricovero in terapia intensiva il 18 gennaio 1992, con la diagnosi di "coma e paraplegia in trauma cranico midollare". Così è stato sempre, anche quando aveva ripreso a respirare senza le macchine. Durante gli anni trascorsi all'istituto Beato Luigi Talamoni, e dopo l'arrivo a Udine, lo scorso 3 febbraio, nella stanza isolata e protetta che avrebbe ospitato il suo ultimo viaggio. Come dicono le carte, era un corpo vuoto. Una prigione, appunto, come ha ripetuto papà Beppino, convinto che sua figlia non avrebbe mai accettato quelle terapie, e pronto a rispettare la promessa che le aveva fatto quando uno dei più cari amici di Eluana finì in un letto di ospedale, con un sondino nello stomaco, immobile come un vegetale: "Papà, promettimi che se capitasse a me, tu mi libererai".

Forse, stavolta, l'incrocio di tutte queste analisi basterà a chiudere il caso. E ad archiviare l'indagine per omicidio che ancora pende su papà Beppino e sul primario De Monte. L'avvocato Giuseppe Campeis lavora alla memoria con cui chiederà al tribunale di far cadere le accuse. Ora che Eluana riposa a Paluzza e che cresce il dossier delle cause civili per danni contro chi attaccò ingiustamente, disse menzogne, parlò senza conoscere i fatti. I proventi andranno tutti alla fondazione Per Eluana, formalizzata lo scorso lunedì. "Vogliamo batterci fino in fondo per il biotestamento, perché una vicenda come quella di mia figlia non si ripeta", dice Englaro. Che la parola fine non la conosce più. 

(12 novembre 2009) 










PAROLE AL VENTO




Gianluigi Gigli
neurologo
"Allo stato questa tragica soluzione appare inspiegabile per una persona giovane, dal corpo resistente, che non ha mai avuto bisogno di farmaci particolari. Siamo al cospetto di una lordura senza limiti. Sappiamo che per 15 anni nella clinica non prendeva nemmeno le aspirine. Di cosa è capace questa cultura della morte?". 

Silvio Berlusconi
premier
"Secondo la mia personale coscienza, dovevamo produrre ogni sforzo nelle nostre possibilità per evitare la morte di una persona che è in pericolo di vita e che non è in morte cerebrale ma che è una persona che respira in modo autonomo, una persona viva, le cui cellule cerebrali sono vive e mandano anche segnali elettrici, una persona che potrebbe anche in ipotesi generare un figlio in uno stato vegetativo che potrebbe variare, come diverse volte si è visto". 

Eugenia Roccella
sottosegretario Salute
"Non è il padre di Eluana il depositario delle sue volontà. Eluana è una persona viva, di cui non sappiamo se abbia coscienza. Non è un vegetale. Mi colpisce che il papà di Eluana abbia parlato di violenza terapeutica, perché ho visto come le suore accudivano questa donna".

Gabriella Carlucci
parlamentare Pdl
"Eluana Englaro è stata condannata a morte da una sentenza e il boia di Udine si è affrettato a eseguirla". 

Paola Binetti
parlamentare Pd
"Se la sentenza fosse applicata ci troveremmo davanti a un evento irrevocabile: l'unico evento irrevocabile della nostra vita, la morte di una persona innocente, che dorme serenamente nella speranza mai spenta di potersi un giorno risvegliare".


Cardinale Javier Lozano Barragan
"Abbiamo un comandamento, il quinto, che dice di non uccidere. Chi uccide un innocente commette un omicidio e questo è chiaro. Se Beppino Englaro ha ammazzato la figlia Eluana allora è un omicida".

6 commenti:

  1. Bellissimo post Giulia. Completo, esaustivo ed eticamente giusto e tendente al bene.
    Bellissima la parte in cui hai scritto che stavolta a parlare è il cervello di Eluana.
    Mi piacerebbe che rispondesse quel politico che ha dichiarato d'aver visto Eluana sorridere.
    Il diritto alla buona morte, questo noi catto-italiani dimentichiamo sempre.
    Lorenzo

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  2. Il padre è uno dei più degni miei concittadini.
    Una dignitià straordinaria, in mezzo a un fanatismo senza precedenti.

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  3. come non concordare con te, cara giulia?
    il mio babbo ieri mi ha mostrato l'articolo indignato... l'ho letto tutto d'un fiato. che dire? scandaloso.
    l'italia va a rotoli.
    baci contro l'amarezza
    *

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  4. Ciao Giulia, rispondo qui alla tua domanda. Creare l'indiece è semplicissimo. Devi creare un post dove devi inserire tutti i link delle ricette (questo è un lavoraccio perché devi copiarteli tutti, uno per uno) divisi ovviamente per categoria o come meglio credi. Dopodiché vai in layout e aggiungi un elemento html/Java dove inserisci appunto il link al post che hai creato precedentemente e lo chiami Indice. A questo punto lo trascini sotto l’header e il gioco e fatto! Se non è chiaro qualcosa fammi sapere. baci

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  5. Io sinceramente non so se approvare il ocmportamento del padre Beppino nei confronti di unacosa talmente dolorosa come la morte di una figlia...capisco il voler smuovere le coscienze sociali e civili, ma arrivare addirittura a scrivere un libro e persino portare la storia a teatro...ecco, io non mi trovo purtroppo d'accordo....:-(
    http://www.loccidentale.it/articolo/beppino+englaro+fa+uno+lo+spettacolo+contro+la+spettacolarizzazione.0081788

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  6. @logos nella nebbia: Sono davvero felice che tu abbia apprezzato il post che, purtroppo, non ho scritto io ma il giornalista dell’Espresso… mi piacerebbe saper rendere in maniera tanto efficace, esaustiva e quasi commovente una questione del genere!
    Il diritto alla buona morte e il fatto che il diritto alla vita non equivale al dovere di vivere, questo ai catto-italiani non vuole entrare in testa
    Un abbraccio e grazie del commento

    @Gio: Anch’io ammiro molto Beppino (che mi posso vantare di aver conosciuto di persona… ;-) ) Grazie del commento un abbraccio e buona serata

    @tartina: L’Italia va a rotoli, dici bene cara mia… forse per il fatto generale, esemplificato nel caso Eluana ma anche in altre circostanze del “bel Paese”, del non rispetto per le volontà individuali, per la volontà di imporre una volontà presunta “superiore”: la volontà di un presunto Dio in cui non tutti credono, o della Chiesa, o del governo…
    Grazie del commento
    Un abbraccio

    @Micaela: Ti ho già ringraziato sul tuo blog ma lo faccio anche qua. Grazie :-) del consiglio, sei stata chiarissima e gentilissima!
    A presto

    @raffa: Sospendo un attimo il giudizio su questa storia della piece teatrale, come ho letto sul tuo articolo (cioè, scusa, l’articolo cui rimandi) sul cui orientamento generale tuttavia dissento totalmente. È pur vero, tuttavia, che in questa situazione italiana se su queste cose non si insiste, non si esaspera la questione, non si fa vedere, quasi toccare, la vittoria del caso Eluana rischia di insabbiarsi, di cadere nel silenzio, e la questione del rispetto delle volontà andare nel dimenticatoio (anche e soprattutto per quella farsa di legge sulle volontà anticipate che il governo ci sta preparando)
    Ti ringrazio per la segnalazione e per il commento
    Un abbraccio

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