"Perché una realtà non ci fu data e non c'è; ma dobbiamo farcela noi, se vogliamo essere; e non sarà mai una per sempre, ma di continuo e infinitamente mutabile"

(Luigi Pirandello)

mercoledì 2 dicembre 2009

L'apparenza e l'apparire... Nella vita quotidiana come in cucina: biscotti al cocco e cioccolato e la raccolta di Micaela

Quante volte ci siamo sentiti dire, fin da bambini, di andare oltre l'apparenza? Di non giudicare in relazione a quanto avevamo di fronte agli occhi? Di imparare a guardare oltre?
Come se l'oltre fosse migliore. Come se al di là ci fosse qualcosa di più bello da vedere. O di più vero. Come insegna un vecchio motto, "l'apparenza inganna"... 
Eppure perché caricare il termine apparenza di un valore tanto negativo? Alla fine, l'apparenza è ciò che appare, e perchè ciò che appare è in sè negativo? ciò che appare è il fenomeno, è ciò che ci si manifesta esternamente, è ciò che è colto dai nostri sensi... e questo, di per sé, lo bolla come sbagliato? 
C'è un retaggio antico, credo, nella tendenza a bollare l'apparenza di sbagliato, di inadeguato, di falso: è un rimando a una sostanza, a una verità, a un Essere, che si cela dietro ciò che possiamo cogliere e toccare. Una forma, un'essenza, un qualcosa-di-più che i nostri sensi non possono afferrare.
Parmenide, Kant, Schophenahuer, per dirne tre (i primi, probabilmente i più banali, che mi vengono in mente) hanno posto una realtà più vera al di là di quella che ci tocca; per quanto Kant sapesse che la realtà fenomenica è l'unica con cui abbiamo concretamente a che fare, non ha potuto fare a meno di postulare, perchè di questo si tratta, un noumeno, una "cosa in sé" al di là del percepibile.
Schopenhauer e Parmenide consideravano il fenomenico un inganno, o comunque una falsità. L'Essere di Parmenide era oltre l'apparire, e la Volontà di Schopenhauer al di là del fenomenico velo di Maya.
Ma quanti esempi mi potreste trovare, di pensatori, filosofi, scrittori, o che so io, che hanno posto l'apparenza come ciò che cela il vero? E' come se l'uomo avesse paura di ciò che gli sfugge e volesse fissarlo in qualcosa di immutabile.
Anche se a volte non posso negare che ciò che definiamo apparenza, e che è tutt'altro dal semplice fenomeno, inganna. A un livello più modesto di tutte queste grandi proflusioni sull'Essere reale che sta dietro un velo ingannatore. Sostengo fieramente che la realtà vera è quella che esperisco e che posso mostrare e dimostrare... anche se certe entità di cui psotulo l'esistenza, come gli atomi ad esempio, potrebbero far vacillare questa mia fiera convinzione...
A un livello di puro fenomeno l'apparenza - ciò che viene mostrato anzitutto- può ingannare perché nasconde altro, lo cela, non ce lo fa conoscere. Propone un qualcosa di diverso dalla realtà effettiva, e in questo inganna.
Troppo spesso ho assunto certi atteggiamenti per non far conoscere com'ero, come sono, davvero. Spesso dobbiamo farlo in considerazione delle circostanze, a volte perché il modo in cui ci sentiamo non ci piace.
Ma nascondere la nostra polvere sotto il tappeto non serve a disintegrarla. Qualcuno mi disse che a forza di fingere si può incidere su ciò che effettivamente siamo, e forse è vero, perché ci si abitua a tutto, anche ad assumere autenticamente ciò che autentico non è. E anche qui distinguere il vero dal falso, l'autenticità dall'apparenza, risulta essere arduo...
Il mondo e la psiche umana sono talmente complessi, che è difficile separare nettamente vero e falso, nero e bianco. E' quasi retorico dire che il mondo è modulato secondo una gradazione di grigi, ma più che cerco di chiarire, di distinguere, di separare, di dichiarare una realtà vera, più che mi scontro contro il difficile intreccio che è questa realtà. 
Eppure a volte tutti noi mettiamo un velo, una maschera, di fronte a ciò che sappiamo di essere, e senza soluzione di continuità.
E' indubbio, d'altronde, che ciò che appare a primo acchito, ciò che ci si mostra immediatamente, ci colpisce in un determinato modo e permette di formarci un'opinione attorno alla cosa in questione. Giudichiamo quasi necessariamente da ciò che vediamo, anche se poi, al di là di questa patina, si mostra una realtà più complessa e sfumata.
Ed è molto deludente quando scopriamo che quel qualcosa- cosa o persona- su cui ci eravamo fatti una certa idea è in realtà del tutto, o in parte, diversa, da ciò che avevamo creduto. Anche perché a volte siamo noi a voler credere che una cosa sia, o possa essere, in una determinata maniera...
Ma a volte quest'inganno ci da' piacevoli sorprese, perché mostra una realtà che più ci aggrada. 
 Ed è così per questi biscotti che vado a presentarvi oggi: di primo acchito non trasmettono niente di eccezionale, e non sembrano essere niente di che, se non mediocri palline marroncine senza una vera forma e dimensione.
Una volta assaggiati, però, l'opinione è necessariamente (e dico necessariamente) destinata a mutare: questi bocconcini nascondono un morbido interno di ciocco-cocco che regala intense e vibranti emozioni.
La ricetta originale è di friariello74. L'unica mutazione approntata è sul tempo di cottura, ridotto da 10 a 8 minuti perché sul mio forno (ogni forno, si sa, è una bestia a sé...) si è rivelato essere il tempo perfetto per ottenre questo perfetto connubio di un'esteriorità imperfetta e di un interiorità morbida e sublime...




Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Micaela del Criceto Goloso, "Biscottiamo"



Gioco del mondo, il despota,
mischia essenza e parvenza: -
l'eterna giullarata
ci getta nella mischia!...
(Friedrich Wilhelm Nietzsche: "La Gaia Scienza")



Biscotti al cocco e cioccolato








Ingredienti
  • 100 g di cioccolato fondente
  • 150 g noce di farina di cocco
  • 100 g zucchero
  • 2 albumi d'uovo



Procedimento: Sciogliete il cioccolato a bagnomaria con un cucchiaio di acqua.
Mentre il cioccolato sciolto raffredda montate a neve fermissima gli albumi e unite poco alla volta la farina di cocco e lo zucchero*.
Una volta uniti lo zucchero e la farina incorporate al composto il cioccolato facendolo colare poco alla volta.
Lavoratelo per cinque minuti: io ho preferito usare la frusta, per non sforzare eccessivamente le mie stanche braccia, lavorando sempre per cinque minuti.
Foderate una teglia con la carta da forno e distribuitevi il composto a piccole cucchiaiate.

Cuocete per 8 minuti a 240° C.
Se vi piace spolverate con zucchero a velo dopo la cottura... io in tutta onestà li preferisco nature .


* Di solito non mi convincono le ricette che inseriscono a metà gli albumi montati .
Temo sia un vizio di formazione, il mio, perché ho imparato a cucinare seguendo il diktat secondo cui l'albume montato va inserito alla fine se no si smonta e vanifica lo sforzo di montatura a neve. Ma qui è un po' diverso, perché gli albumi servono ad assodare e a tenere insieme tutti gli ingredienti, più che a dare l'effetto nevoso.




Nella mia giovane vita ho mangiato e assaggiato una serie infinita e indefiibile di biscotti, ma solo due tipi mi sono rimasti impressi nella mente per la loro indiscussa e inesprimibile bontà, che solo il godimento diretto dei sensi, e non le parole, può restituire appieno.
Spero che abbiate gradito, se non il mio lungo e incoerente sproloquio sull'apparenza- che so non ha per niente esaurito l'immensità dell'argomento- questa dolce e semplice ricetta che regala dei dolcetti speciali che dietro a un aspetto un po' burbero, nascondono un cuore tremendamente godurioso.  

A tutti auguro una buona serata

un abbraccio




 Giulia




8 commenti:

  1. Ciao Giulia!! grazie per essere passata nel mio blog!! Ricambio volentieri la visita e mi complimento per i biscotti.. che devono essere spettacolariiiiiiiiii!!! tornerò spesso a farti visita perchè è un vero piacere leggere il tuo blog! A presto!

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  2. Grazie Giulia per aver partecipato! che bella ricettina! un bacione.

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  3. Molto invitanti... non appena mi rimangono un paio di albumi soli soletti, questi biscottini li provo di sicuro!!

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  4. mi è capitato di riflettere sulla questione dell'apparenza, giungendo poi alla conclusione che ognuno di noi è solo ciò che appare. e se finge di essere qualcos'altro, appare come uno che vuole fingere di essere altro.. non sono erudita come te in campo filosofico :)
    però sul fatto dei biscotti, anche io ne ricordo un paio che mangiavo da piccola e hanno decisamente condizionato il gusto. chissà se riuscirò a ritrovarli.. magari mi capiterà come a Proust con le madeleines :)
    un abbraccio

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  5. Una ricetta che proverò senz'altro, devono essere buonissimi! Magari si possono fare anche solo col cioccolato (non ho in casa farina di cocco). In quanto all'essere e all'apparire mi hai dato una bella ripassata di filosofia! Io penso che ognuno comunque debba essere o apparire come crede, anche se ha bisogno di fingere e non fa del male a nessuno non vedo il problema. Grazie per essere passata dal mio blog.

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  6. Questi biscotti sono sicuramente ottimi, con il loro cuore tenero..sono da provare! Mi segno la ricetta! Un abbraccio Arianna

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  7. -COMMENTO/AVVISO A TUTTI I MIEI LETTORI-
    Scusate per l'off topic e l'impersonalità del messaggio.
    Sto per piangere!
    Ho modificato link e nome del Blog, ma ignoravo che facendo questo avrei cancellato per sempre tutti i commenti.E dico tutti!...I vostri commenti da due anni a questa parte...Che tristezza...

    Se penso che ieri stavo per chiudere il Blog...beh...Mi dico...Forse era destino.Ricominciare tutto da capo.
    Meglio sorridere della mia incompetenza vah...eheheh :/

    Per chi vuole ancora seguirmi, il mio link nuovo è www.l-ultimadea.blogspot.com

    Al mio vecchio indirizzo spiego brevemente il perchè del cambio.

    Un bacione e un abbraccio!

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  8. @Eka: Grazie ^_^ E' un piacere che tu sia passata e che abbia trovato sia il blog che i biscotti di tuo gradimenti... Spero di ritrovarti.
    Un abbraccio


    @Micaela: Avevo puntato la tua raccolta da tempo indefinibile, non riuscendo mai a incastrare un lungo attimo per postare i biscotti... Per questo ti son grata di aver rimandato la scadenza non una, ma due vole :-)
    Un abbraccio


    @Maurina: Pensa che da quando mi è stato scoperto il colesterolo alto (intendo il colesterolo brutto e cattivo, l'LDL...), ho dovuto cambiare la mia dieta e uso solo albumi d'uovo per cui ad avanzarmi sono i tuorli... e mia madre deve inventarsi i modi più creativi per riciclarli ;-)
    Comunque ti consiglio vivamente di provarli questi biscotti perchè sono sinceramente fenomenali.


    @Patapata: Ciao ^_^ Io non son granché erudita, e la tua conclusione è saggia e ugualmente filosofica... forse la più saggia a cui si potrebbe approdare, perchè assumere che c'è un vero Sé significa postulare un'essenza umana o personale di cui nego l'essenza. Quindi- che dire?- forse il dilemma l'hai risolto proprio tu ;-)


    @mariacristina: Carina l'idea di farli solo con il cioccolato... abolendo la farina di cocco o sostituendola con qualcos'altro?
    Per l'apparire, è saggio anche ciò che dici- che finché non si fa male a terzi non consenzienti non si fa niente di male. Il mio problema è destato dal fatto che a volte credo, nel mio fingere o nel mio fingere di fingere, di aver danneggiato terzi non consenzienti....


    @arianna: Grazie grazie grazie per l'apprezzamento! Sono felice che tu possa trovarvi una gustosa ispirazione. un abbraccio



    @Guernica: Ti scuso per l'off topic e prendo atto della cosa... Sono già andata sul tuo nuovo link e continuo a seguirti. Un abbraccio

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Ogni commento, ogni osservazione, ogni domanda è una traccia di voi che resta nel mio blog e nella mia mente, e per me motivo di gioia e soddisfazione. Per questo e non per altro chiedo la moderazione per tutti i commenti che ricevo, per non perderne nemmeno uno... ^_^

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