"Perché una realtà non ci fu data e non c'è; ma dobbiamo farcela noi, se vogliamo essere; e non sarà mai una per sempre, ma di continuo e infinitamente mutabile"

(Luigi Pirandello)

martedì 2 febbraio 2010

Laurea specialistica: la fine di un orizzonte, o l'inizio di un altro? Una riflessione e un risotto dagli orizzonti gustativi sconfinati, il risotto con salvia e pere mantecato di yogurt

Due settimane di latitanza... lo so... sono imperdonabile...  però ho una buona giustificazione stavolta , dal momento che ho terminato la tesi, tra ultimi paragrafi, lunghe sedute presso il relatore e accampamenti in segreteria studenti e in copisteria... una faticcaccia che mi ha lasciato al massimo il tempo per respirare  
Ma anche questa adesso è fatta.... devo solo aspettare l'inizio dell'appello e conoscere il giorno della discussione... accordarmi con il relatore e con il contro-relatore... e poi basta... 
Alla velocità di un niente, son già diventata dottoressa magistrale in Filosofia e Forme del Sapere (ridicolo nickname con cui all'Università di Pisa è definito il corso di laurea specialistica in filosofia)... è un titolo che segna davvero la fine di un percorso, di un'era, di una vita, a differenza della laurea triennale che è stata solo un breve intermezzo per tornare dentro al corso di vita universitario.
La laurea magistrale mi rende davvero adulta. Non più studentessa, non più universitaria... ma una donna che non ha più scuse per trarsi fuori dalla vita, dal mondo, dal contesto reale.
Sì, lo so, ho 24 anni e in realtà sono già "donna" da qualche anno ormai... per una pura questione fisiologica... Ma il regno universitario tende a confinare in un mondo a sé, un mondo slegato da quello "reale"... ed è solo adesso, che a quel mondo sono legata solo da un tenue filo (cioé la tesi ancora da discutere, anche se ormai conclusa e consegnata), che mi sento davvero gettata nel mondo "adulto".
E come ogni volta che qualcosa finisce, sorge spontaneo un bilancio, il bilancio dei 5 anni universitari, il bilancio di quello che sono, di quello che sono diventata... o di quello che non sono diventata pur avendone le opportunità... 
A volte penso la vita umana - e forse anche più generalmente la vita animale - come un sentiero che si restringe mano a mano che si procede: si parte da un grande viale fino ad arrivare ad un sentierino stretto e impervio. Uso questa insulsa metafora naturalistica per cercare di rendere l'impressione che mi da' l'evidenza che, mano a mano che passa il tempo, le possibilità aperte si restringono sempre di più, a seconda delle scelte fatte: la scelta del liceo scientifico mi ha già bene o male condizionato il futuro, e la scelta del corso di laurea lo ha fatto ancora di più, chiudendomi possibilità che a 19 anni erano, in quanto potenziali, ancora aperte. 
E aprendomene altre?
E' questo il quesito che mi divora in questi giorni di insolita nullafacenza, in attesa della discussione di laurea... un "far niente" che mi costringe a pensare, a tirare le somme, a cercare di immaginare che in fondo la laurea in filosofia mi ha aperto strade che, prima o poi, mi si sveleranno.
Siamo chiari, la scelta del corso di laurea in filosofia è una delle poche di cui continuo ad essere fiera, che penso riproverei se tornassi indietro, con le dovute e opportune correzioni che splendono soltanto alla luce del "senno di poi", ovviamente... Ma di fronte al vuoto che mi si spalanca, è forte la tentazione di bollare questa scelta come uno sbaglio colossale, di vedere il niente assoluto in questo vuoto e non, ancora, una serie di possibilità che possono concretizzarsi, che possono divenire reali, a seconda della scelta che faccio.
Il sentiero in fondo non è ancora così stretto, niente è ancora così deciso.
Mi scuso per questa parentesi autobiografica, ma in questi giorni non riesco a pensare ad altro se non alla fine della mia "carriera studiosa" e all'inizio della mia nuova, definita, vita... e al fatto che forse, alla fine, essa può riservare solo opportunità positive, in un senso o in un altro. Fa paura prendere responsabilità, fa paura staccarsi definitivamente dall'universo concentrazionario e protetto dell'infanzia... ma il fatto stesso che l'abbia definito così, "concentrazionario", significa che sento il bisogno di staccarmene definitivamente. E il bilancio totale voglio che sia, nel complesso, positivo. Ci sono state cadute in negativo, è indubbio, ma devo e voglio pensare che nel complesso, nella totalità, nella complessività (ho finito i sinonimi ), il bilancio totale sia, alla resa dei conti (altro sinonimo) positivo.
Come positivo è stato - e stavolta completamente, assolutamente, meravigliosamente, senza gradazione alcuna - il bilancio complessivo per questo risotto che posto oggi, scovato da anni su Fiordizucca e realizzato concretamente solo qualche mese fa, con una certa soddisfazione delle papille gustative... La ricetta propone un curioso abbinamento di pere e salvia, e per me che amo sia le une che l'altra è stata una goduria! Rispetto all'originale, presenta una "personalizzazione" nell'uso dello yogurt, invece della crescenza, come grasso per mantecare...
Questo è avvenuto perché i miei problemi di colesterolo alto mi rendevano diffidente di fronte ad ogni uso di formaggi diversi dalla ricotta, dalla mozzarella e dai fiocchi di latte... Ma la "mantecatura allo yogurt" è stata una sperimentazione così ben riuscita, tale da dare al risotto un gusto delicato, leggero e insolito, che l'ho assunta per ogni altro risotto, al posto del burro di solito usato per mantecare.
Come spesso avviene, di necessità si fa (e si è fatto) virtù... (e badate bene che qualcosa ne so, la mia tesi coinvolge l'etica della virtù e in discorsi su cos'è o cosa non è la virtù vi ho sguazzato per mezzo anno


C'è qualcosa di nuovo oggi nel sole,
anzi d'antico: io vivo altrove, e sento
che sono intorno nate le viole.
(Giovanni Pascoli: "Il bordone- L'aquilone")


Partecipo con questa ricetta all''interessantissima raccolta di Rossairlandese de La farina tra le mani: "La frutta nel tuo piatto"





Risotto con salvia e pere mantecato di yogurt





Ingredienti (per 4 persone)
  • 320 g di riso per risotti
  • 3 pere Williams
  • una manciata di foglie di salvia (io adoro la salvia e ne ho messa tanta... ma ovviamente sta ad ognuno moderarsi secondo i propri gusti) 
  • 3 cucchiai di yogurt bianco (o 4 se non volete usare il parmigiano)
  • 1 cipolla media
  • 250 ml di vino bianco
  • 1 litro di brodo vegetale 
  • olio extra vergine d'oliva q. b.
  • parmigiano grattugiato q. b.
  •  pepe nero


Procedimento: Fate soffriggere in poco olio la cipolla tritata e le foglie di salvia spezzettate grossolanamente. 
Dopo un po' aggiungete due pere sbucciate e tagliate a dadini e lasciate insaporire tutto per un minutino (il vezzeggiativo "ino" sta ad indicare che 1 minuto è una misura sommaria e che possono essere lasciate anche un po' di più - o un pochetto di meno - di 60 secondi  ).
Mettete il riso e lasciatelo tostare, poi bagnate con il vino e lasciate evaporare.
A questo punto, come ogni risotto che si rispetti, aggiungete il brodo un mestolo per volta e fate cuocere per il tempo necessario.
A fuoco spento mantecate con lo yogurt e una manciata di parmigiano grattugiato.
Mentre il riso manteca, sbucciate l'altra pera e tagliatela a fettine; fate rosolare le fettine con un po' d'olio, fino a che non sono dorate, con un leggere "effetto caramellato".
Le fette di pera rosolate sono importanti... contribuiscono a dare al risotto un tocco di gusto incomparabile e lo elevano tra le "eccellenze", rendolo migliore.
Adagiate le fette sul piatto e versatevi sopra il risotto ormai mantecato. 
Se piace, spolverizzate col pepe nero... accortezza che, a mio parere, e secondo un lemma delle mie parti, è "la su' morte"


 




E adesso siamo giunti alla fine. Della ricetta, ovviamente, oltre che della mia carriera universitaria  .
Sperando di avervi aggradato con questo bel risotto, e di non avervi troppo tediato con i miei assillanti (oltre che incoerenti) dubbi sul mio futuro, sul mio passato, sulla mia carriera e sul senso della "mia" filosofia, vi auguro una buona serata e vi mando un (virtuale) abbraccio


Giulia


 

 

12 commenti:

  1. Innanzitutto tanti auguri per la tua laurea. Sono sicuro che essere dottoressa del sapere ti apra tante porte per il tuo avvenire, ma sopratutto hai un metodo di ragionamento in mano che ti potrà servire per tutta la vita.
    Hai fatto una analisi dello studente concreto e intelligente, soddisfatto delle sue fatiche ma che non si adagia sugli allori, ben consapevole che nuovi traguardi sono da raggiungere. Del resto la vita così è.
    Proverò Domenica a farmi questo stuzzicante risotto, poi ti dirò.
    Lorenzo

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  2. La tua ricetta è invitante :) ne assaggiarei un cucchiaio!!!! intanto ti faccio un grande in bocca al lupo per tutto affinchè possa davvero sentirti pienamente realizzata :)

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  3. ma bravissima giulia!!!!!!! hai davvero finito tutto, wow!! immagino il senso di smarrimento, mescolato a quello di libertà forse :) il fatto è che fino a questo momento si trattava di scegliere cosa studiare, ma sempre di studio si trattava.. ora si tratta proprio di COSA FARE: lavorare? studiare? ..cucinare??? e comunque una bella vacanza è d'obbligo!

    anche io uso lo yogurt per mantecare, x lo stesso motivo (colesterolo alto di mio padre), a breve pubblicherò un risottino che ho fatto qualche settimana fa.
    intanto un grosso IN BOCCA AL LUPO!
    bacio*

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  4. Ciao, vorrei invitarti a fare un salto nel mio blog per renderti partecipe di un'allegra "manifestazione" tra foodblogger che vorremmo organizzare!
    Ci farebbe molto piacere anche conoscere la tua opinione!
    Ti aspetto...un abbraccio
    Ylenia
    http://cioccolarte.blogspot.com/

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  5. Ciao! comgratulazioni! è un bel traguardo..un momento che certo non si dimentica!! eh si..ora inizia il bello! ti facciamo un grossissimo in bocca al lupo!!!
    Partocolare questo risotto: il dolce bilanciato dall'acidulo dello yogurt!
    un bacione

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  6. giulii! di già la laurea? cara complimenti, sono emozionata per te! allora le due settimane di assenza sono più che perdonate, via ;) ma solo per stavolta eheh comunque concordo con te, questo è proprio un traguardo, l'avvio al mondo del lavoro ti fa capire che ormai sei adulta...! e lo so che il futuro non appare roseo per noi giovani studenti italiani, però metticela tutta. hai una bella testa davvero, e sono sicura che verrai premiata per questo! bellissimo il tuo pensiero sul fatto di non avere rimorsi e/o rimpianti, e di essere soddisfatta del tuo vissuto :D
    il risotto è splendido, non ho mai provato a mantecare con lo yogurt!

    un bacio grande, e ancora complimenti!
    *

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  7. Hey, brava e in bocca al lupo per tutto! a proposito ma quello nella foto è il tuo gatto?
    Ottimo abbinamento per il risotto, ci provo anch'io di sicuro, visto che i miei non mi soddisfano.

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  8. Sei troppo simpatica!! Io ti auguro che il tuo futuro sia originale, saporito, leggero come questo risotto che "nutre e non tngrassa" ed appaga i sensi! Ciao!! Vorrei fare un grattino al micio/a

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  9. ciao Giulia e complimenti per i tuoi obiettivi raggiunti!! ^_^
    il risotto è squisito!! un bacione grande! ^_^

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  10. Ringrazio tutti per gli auguri e gli “in bocca al lupo” (a cui scaramanticamente rispondo “crepi”, per quanto non ci creda e per quanto abbia sempre provato una certa compassione per questo lupo costretto a morire una serie indefinibile di volte) per la laurea… siete davvero gentili! :-)

    @Lorenzo: Grazie di essere passato e di avermi lasciato un’altra traccia di te. Mi fa piacere, davvero, che tu pensi che sia riuscita ad acquisire un metodo di ragionamento ottimale… lo so che è questo l’unico obiettivo del mio corso di laurea, ma credo che troppo spesso esso manchi, o non sia raggiunto.
    Fammi sapere come hai trovato il risotto, domenica… guarda che ci tengo eh ;-)
    Un abbraccio e buona serata

    @Pasquy: Anche due cucchiai se vuoi ;-) Ti ringrazio tanto per gli auguri “totalizzanti” di una totale realizzazione, che è quello cui aspiro e che non posso che augurare anch’io a chiunque si senta se stesso “a metà”… un abbraccio e buon fine settimana

    @Patapata: Buonasera carissima :-) Ho finito tutto già… a parte la discussione finale… E’ stata davvero una faticaccia, devo ancora riprendermi, sono ancora stravolta e stanchissima. Intuisci bene la mia sensazione: smarrimento, libertà, ma soprattutto smarrimento (mi ripeto) perché la mia “attività prima” è venuta a mancare… Adesso, fino alla discussione, un po’ di meritato riposo, poi inquadrerò più pragmaticamente cosa fare davvero ;-)
    Che bello, condividiamo questa intuizione di manteca tura più light e per lo stesso motivo… sono coincidenze gradevoli…
    Passo da te che, risottino e non risottino, proponi sempre ricettuzze intriganti
    Un abbraccio

    @Ylenia: Ciao e grazie per avermi coinvolta nel reale incontro tra compagni virtuali ;-) Son già passata da te e già ho lasciato la mia testimonianza.
    Grazie mille, sei gentilissima!
    Un abbraccio

    @Manuela e Silvia: Grazie carissime :-) “E ora inizia il bello”… eh già, avete proprio ragione, inizia “il bello”, “il vivere”, in tutte le sue innumerevoli possibilità e opportunità “da grande” ;-)
    E’ vero quello che dite per il risotto, nato dal caso (e dal colesterolo alto) ma che abbina magnificamente gli ingredienti del dolce (pere) e dell’acidulo (yogurt)
    Un abbraccio e buon fine settimana

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  11. @Tartina: Eccoti qua! Che bello leggerti! Io sono emozionata perché ho finito… per la laurea ancora no dato che non so ancora la data dell’appello, ma credici che quando lo saprò e dovrò organizzarmi il discorsino insieme al relatore sarò tutta in fibrillazione ;-)
    Ti ringrazio anche per aver riconosciuto che ho una “bella testa”, mi fa piacere che tu me lo dica anche perché penso la stessa cosa di te ed è bello sentirsi apprezzati dalle persone che apprezziamo noi stessi…
    La “mantecatura” con yogurt è frutto del caso, come dissi… ma il caso spesso guida le scoperte più fruttuose (oltre che la stessa evoluzione della specie, come già disse Darwin) ;-)
    Un abbraccione e a presto

    @Felix: Grazie :-) Se provi il risotto fammi sapere se ti ha soddisfatto… così che tu possa convertirti alla schiera dei risotto-fan ;-) (non so se c’è, magari faccio la pagina su face book…) ;-)
    Sì, in foto è uno dei miei gatti (da un po’ di tempo a questa parte firmo sempre con foto di gatti miei o di gatti incontrati e fotografati nella mia esistenza), Neo, che dormiva pacificamente sul divano ed è stato catturato in pose “compromettenti” ;-)
    Grazie del commento, un abbraccip
    Hey, brava e in bocca al lupo per tutto! a proposito ma quello nella foto è il tuo gatto?

    @Accantoalcamino: Ma grazie… :-) Il tuo commento è gentile e delicato, pronunciato quasi “in punta di dita”. Apprezzo tantissimo, con calore, l’augurio per il futuro e ti mando un (virtuale) abbraccio in risposta ;-)
    Il micio (è maschio) è un po’ uno scorbutico, ma se è in buone condizioni (cioè quando ha una buona giornata ed è per questo socievole, carino, simpatico, affettuoso) apprezzerebbe tantissimo il tuo grattino ;-)

    @Roberta: Grazie Roberta sei carinissima! Ti garantisco appieno per il risotto (e lo garantiscono anche i membri della mia famiglia… l’unica e prima volta che ho cucinato per tutta la famiglia ho fatto questo risotto, che è stato oltremodo apprezzato e che ogni tanto mi viene richiesto, anche se per ora non c’è ancora stato un “bis”)
    Un abbraccio e buona serata


    Giulia

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  12. Ah, che bello, mi sono proprio sollazzata a leggere questo post. Non che mi diverta a leggere delle tue indecisioni, sia chiaro, ma perché adoro leggere pezzi di vita descritti con tanta intelligenza. Quello che spesso mi sembra manchi nei foodblog è questo, la parte autobiografica, in cui uno mette il cuore. Cerco sempre nei miei post di non parlare solo della ricetta, certo, entro i miei poveri limiti. :) Tu in questo sei bravissima e credimi, leggerti è un piacere.
    A parte che ti sei laureata in tempissimo e io invece, al primo semestre del primo anno, sono già orribilmente (giuro, non ci sono altre parole -.-") indietro con gli esami... Complimenti quindi per la tua laurea.
    E' meraviglioso interrogarsi riguardo le cose su cui ti interroghi (?), mi immagino il senso di potenza e al tempo stesso di vuoto che ti si spalanca davanti, da vertigine.
    Buone riflessioni filosoficamente sostenibili :D, io intanto rubo un cucchiaio di risotto, senza molta filosofia dietro. :D

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